
Tra Madonie, Nebrodi e Monti Erei: quattro giorni a piedi alla scoperta della Sicilia dei briganti.
C’è una Sicilia che non compare nelle guide turistiche, che non si raggiunge in auto e che difficilmente si racconta senza averla vissuta con i propri piedi. È quella dei jazzi abbandonati, delle vallate usate come vie di fuga, delle creste aperte che i briganti madoniti percorrevano per sopravvivere. Dal 30 aprile al 3 maggio 2026, un’iniziativa escursionistica guidata proverà a restituire quella Sicilia a chi è disposto a guadagnarsela camminando.
Il percorso
Il “Cammino dei Briganti in Sicilia” parte da San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo, e si conclude a Cesarò, nel messinese, attraversando Gangi, Sperlinga, Troina e Capizzi, per un totale di circa 90 chilometri distribuiti in quattro tappe. Il tracciato non è per tutti: una media di 20-22 chilometri al giorno con dislivelli significativi lo rendono adatto esclusivamente a camminatori allenati e abituati ai percorsi lunghi. Tra le tappe più suggestive, la visita al Castello di Sperlinga, scavato direttamente nella roccia, e una notte in tenda alla Caserma Sambuchello, a 1.257 metri di quota, con cena e musica tradizionale siciliana.
Storia e memoria, non folklore
Il cammino nasce dall’omonimo libro di Giovanni Nicolosi e Vincenzo Asero, ed è organizzato da cinque guide ambientali escursionistiche certificate AIGAE: Barbara Cangemi, Gianluca Rosso, Giovanni Nicolosi, Salvatore Di Vincenzo e Stefania Greco. L’intento dichiarato non è la rievocazione folkloristica, ma una riscoperta territoriale costruita insieme alle comunità locali, che ospitano i partecipanti nelle strutture del posto e li nutrono con prodotti tipici. «Ogni passo in questi posti ha un peso storico, umano — spiegano le guide —. La Sicilia interna porta in sé una bellezza che non si racconta facilmente, va camminata».
La memoria del brigantaggio
Questi territori portano i segni di una storia lunga e poco narrata: dalla Sicilia post-unitaria fino all’assedio di Gangi del 1926, quando il prefetto Cesare Mori pose fine alla stagione dei briganti madoniti, le montagne dell’entroterra hanno custodito storie di resistenza e identità contadina. Il cammino attraversa proprio quei luoghi — i rifugi, le vie di fuga, i paesi dove quella storia è diventata leggenda — trasformando un’escursione sportiva in un atto di memoria collettiva.
Informazioni pratiche
La quota di partecipazione è di 540 euro e include guide certificate, tre pernottamenti (due in B&B e uno in tenda con tenda inclusa), colazioni, cene, pranzi al sacco e transfer di rientro da Cesarò. I posti disponibili sono limitati e le prenotazioni sono aperte fino al 20 aprile 2026, con possibilità di chiusura anticipata al raggiungimento del numero massimo di partecipanti. Per informazioni: 331 313 7675 / 370 322 4716.