Presidio per la verità storica


I SOLDATINI SABAUDI E I MASSACRI DIMENTICATI.

Il Movimento Neoborbonico parteciperà giovedì 5 aprile alle ore 16.30 al presidio con alcune associazioni meridionalistiche e promosso da Insorgenza Civile e Comitati delle Due Sicilie in occasione dell’inaugurazione di una mostra dedicata, per la chiusura delle celebrazioni dei 150 anni dell’Italia unita, a riproduzioni di soldatini dell’esercito sabaudo.
Al di là del “valore artistico-collezionistico” dei soldatini, il Movimento Neoborbonico vuole evidenziare come, ancora una volta, venga dimenticata, ignorata e offesa la memoria e la verità storica: i “bersaglieri, i lancieri, gi artiglieri e i corazzieri” piemontesi riprodotti in questa mostra (realizzata con pubblici finanziamenti) sono gli stessi che massacrarono centinaia di migliaia di meridionali in tutto il Sud devastando e bruciando interi paesi, chiese e boschi nella famosa guerra  del cosiddetto “brigantaggio”.


Una mostra dedicata simbolicamente ai protagonisti di una delle pagine più tragiche della storia non solo italiana e, negli ultimi anni, al centro di ricerche sempre più documentate e diffuse, è di fatto il simbolo di celebrazioni retoriche, inutili e fallimentari che ci hanno già accompagnato per tutto il 2011.
Il Movimento Neoborbonico, nell’occasione, offrirà allo stesso Museo (gratuitamente) la possibilità di esporre la sua mostra documentaria e iconografica (fonti in gran parte inedite) sul massacro dei nostri “briganti”, ultimi eroici difensori del Regno delle Due Sicilie.

Ufficio Stampa
347 8492762
 

Sintesi della presentazione della mostra (Fonte Ministero Beni Culturali) “A conclusione delle celebrazioni per i 150 dell’Unità d’Italia , nella Certosa e Museo di San Martino, sarà presentata una inedita sfilata di soldatini dell’Esercito italiano del 1860-1870: bersaglieri con la fanfara, artiglieri a cavallo, cavalleria in alta uniforme, una minuziosa ricostruzione di un intero esercito di carta in miniatura… bersaglieri, lancieri e corazzieri a cavallo e le temute batterie Voloire, lo storico Reggimento piemontese di artiglieria che distrusse la cittadella di Gaeta”.
 

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