Sotto il nostro Vessillo

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1861 La brutale verità

Al Teatro Augusteo lo splendido spettacolo di Michele Carilli: Venerdì 5 e sabato 6 ore 21, domenica 7 ore 18 (8 euro galleria, 12 platea, botteghino 081414243).

La ricerca e la diffusione della verità storica, come sosteniamo da anni, sono gli elementi principali per il riscatto del Sud e dei Popoli del Sud. Le strade da percorrere sono quelle delle pubblicazioni, delle manifestazioni, dei convegni, dei seminari e delle mostre.

In questo caso una pubblicazione diventa spettacolo e la forma è senza dubbio quella più efficace: il racconto per parole e musica affascina, convince, colpisce e ottiene un risultato eccezionale creando immediatamente partecipazione, consapevolezza e orgoglio. E’ il caso di Michele Carilli e del suo grande spettacolo “La brutale verità”.

La brutale vrità#002

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Convegni a Telese terme

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Ai confini del Regno

Garigliano Ponte 1#001

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Premio Due Sicilie

Come abbiamo più volte scritto, il Movimento Neoborbonico, associazione identitaria culturale, fa partire le sue attività a settembre perché nacque (con il grande Riccardo Pazzaglia e tanti amici che affollarono il Borgo Marinaro) la sera del 7 settembre del 1993.

Dovevamo essere 80, eravamo circa 400… E da quella sera nacque il movimento più “antico” e più attivo del mondo meridionalista (più di 120 attività annuali, migliaia di simpatizzanti, milioni di contatti sui siti e sui social, decine di articoli anche su riviste scientifiche e non solo italiane, più che mai in questo 2018…). Quest’anno, allora, celebreremo i 25 anni di attività (caso rarissimo nel panorama del volontariato legato al nostro territorio) e lo faremo con gli amici vecchi e nuovi che hanno contribuito con noi a cambiare la storia del Sud in tutti questi anni, sulla strada (non ci stancheremo mai di ripeterlo, più che mai in questi giorni di grande confusione politica e non) della Memoria, dell’Orgoglio e del Riscatto. Lo faremo con una bellissima serata a Napoli, nel grande Teatro Mediterraneo (Mostra d’Oltremare, Fuorigrotta), alla presenza dei Principi CARLO E CAMILLA DI BORBONE e con altri “colleghi” di Verità&Orgoglio (tra gli altri, per ora, POVIA, EDDY NAPOLI, PAOLO CAIAZZO, NAPULITANATA…) e lo faremo con la seconda edizione del “PREMIO DUE SICILIE – ECCELLENZE DEL SUD”: cultura, giornalismo, società, arte, industria, artigianato, sport, teatro, musica, scienza, medicina. Saremo tanti, ma i posti (oltre mille) saranno numerati e devono essere prenotati (alberghi e ristoranti convenzionati, parcheggi e navette in zona). Nei prossimi giorni altre notizie e, intanto, AUGURI A TUTTI NOI E A TUTTI VOI NEOBORBONICI!

Info numero verde 800500512  oppure 3478492762.

Oppure  info@neoborbonici.it

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Avvenne a Pietrarsa

Pietrarsa

6 AGOSTO 1863/2018. PIETRARSA E LA FIAT, I BORBONE, GLI AGNELLI ECC. ECC.

Era il 6 agosto del 1863 quando i bersaglieri caricarono gli operai nella fabbrica di Pietrarsa solo perché protestavano per difendere quel lavoro che con i Borbone avevano (“fora i savoia” scrissero sulle mura) e con i savoia stavano perdendo (tra licenziamenti e prime forme di assistenzialismo sterile). Ne morirono almeno 7, alcuni giovanissimi, come rivelarono alcune mie ricerche archivistiche in anni nei quali in tanti neanche sapevano dove fosse Pietrarsa. Nel 1860 quella era la più grande fabbrica metalmeccanica d’Italia (1050 operai, solo 480 quelli dell’Ansaldo, la Fiat sarebbe nata solo nel 1899). La storia è fatta spesso di numeri e non di pre-concetti stupidi: a Pietrarsa il trend di crescita per operai e per produzione era più che positivo e dal 1860 diventò negativo e visto che si producevano motori, locomotive e binari (che potevano essere acquistati dai governi e non dai privati), vuol dire che qualcuno in italia decise, dopo aver massacrato gli operai, di far chiudere Pietrarsa e di far nascere… la Fiat. Senza calcolare gli ammortizzatori sociali (quanti miliardi per le casse integrazioni?) o le leggi “speciali” (rottamazioni e roba simile), dalle parti di Torino, dal 1977, hanno ricevuto 7,6 miliardi (!) di euro pubblici. Tutto il cristiano rispetto per Marchionne che non c’è più (non ditelo a noi ma magari a chi lo ha sostituito con conferenze stampa in mondovisione e salutato con titoloni in prima pagina prima che morisse) ma questi hanno licenziato 90.000 dei loro 120.000 operai, delocalizzato quasi tutta la produzione, sedi legali e fiscali incluse. Questo lo stile di Agnelli, “sabaudo illuminato” (parola di C. Stevens, il loro avvocato). Uno stile che ci ricorda (cambiate le cose da cambiare, per carità) quello sabaudo ottocentesco (prima si sparava sugli operai, oggi li licenziano o li precarizzano senza pietà). E (consentitecelo) ci ricorda pure lo stile-Juve: l’importante è solo e sempre e comunque vincere: ditelo a quelli del torinese Tuttosport e compagni che prima gridano “la Juve non c’entra nulla con Fiat/FCA” e poi sparano titoloni con “Grazie Marchionne” e foto del manager e di CR7 (comprato allora forse anche grazie agli storici contributi -anche nostri- concessi alla Fiat). Lo sappiamo che alla fine vincono i bersaglieri, i manager dello stile sabaudo e la Juve ma a noi questa roba non piace e preferiamo restare borbonici. E oggi preferiamo ricordare i primi martiri della storia operaia (Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso, Aniello Olivieri i loro nomi finora accertati). È una scelta di vita. È tutta un’altra storia nella quale non sempre chi vince è migliore di quello che perde. E non è detto che sia destinato a perdere sempre.
Gennaro De Crescenzo

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Per non dimenticare

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Gustavo Rinaldi#002

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Le notti dei Briganti

Le notti dei Briganti#001

San Gregorio Matese ritornano i Briganti

VENERDÍ 27 luglio, ORE 20:30

Presso “Villa Ginevra” CONVEGNO DI STUDIO

“Storie antiche e nuove di briganti e brigantesse”

Relatori:

Fiore Marro – Presidente Nazionale Comitato Due Sicilie

Gino Giammarino – Direttore de “Il Brigante”

Antonio Ciano – Autore del libro “Amore e morte nella Calabria Briganta”

Giuseppe Vozza – Editore del libro “Note Storiche documentate

di Brigantaggio postunitario: Fatti e personaggi di Morrone”

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Gerace: serata COMPRASUD

Gerace 29 luglio 2018#001

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE SICILIE

LA STORIA DEL SUD, LE IMPRESE DEL SUD A GERACE (Contrada Modi) Domenica 29 luglio 2018, Storia ed imprese del Sud si incontrano a Gerace (RC) per iniziativa dell’ASSOCIAZIONE CULTURALE DUE SICILIE, della FONDAZIONE IL GIGLIO e del PROGETTO COMPRASUD.

Appuntamento alle ore 18 presso l’Agriturismo Modi, ubicato nella contrada omonima di Gerace, per l’incontro sul tema:

“LE ORIGINI DEL SOTTOSVILUPPO: IL SISTEMA FERROVIARIO IN CALABRIA DAL’UNIFICAZIONE AD OGGI”

Interverranno:

Carmela Maria Spadaro (Università Federico II)

Marina Carrese (Fondazione Il Giglio).

Lucio Militano (Studioso di sistemi di trasporto)

Saranno presenti stand delle imprese meridionali e di prodotti tipici locali (SERATA COMPRASUD)

Al termine, per chi è interessato, cena da prenotarsi possibilmente entro giovedì 26 luglio (costo 15 euro), rispondendo al presente messaggio.

Si allega il relativo invito.

IL PROGETTO COMPRASUD (tratto dal sito web www.progettocomprasud.com)

UN PATTO TRA PRODUTTORI E CONSUMATORI

Il Progetto CompraSud è un patto tra produttori e consumatori del Sud per il Sud, fondato sulla comune identità culturale.

La formula è questa: il consumatore meridionale privilegia nei suoi acquisti le imprese del Sud, e tra esse le imprese che aderiscono al Progetto CompraSud. Queste ultime gli offrono vantaggi sotto forma di sconti o di agevolazioni negli acquisti.

RITROVARE L’IDENTITÀ CULTURALE ED IMPRENDITORIALE

Il Progetto CompraSud nasce dalla consapevolezza storica che è falsa l’immagine di un Sud misero e arretrato al momento dell’unificazione, che a tutti noi è stata inculcata dalla cultura scolastica, ed è falsa l’immagine che la politica ed la divulgazione ci propongono oggi di un Sud immobile, radicato nell’assistenzialismo, e votato ad una politica dell’emergenza. Ciò è funzionale a farne soltanto un mercato di sbocco dei prodotti del Nord.

La decadenza dell’industria meridionale ed il sottosviluppo economico dell’attuale Sud, sono iniziati dopo l’unificazione d’Italia, con lo smantellamento e la svendita delle grandi industrie a partecipazione statale e private del Regno delle Due Sicilie, e dopo che il nuovo sistema fiscale imposto dal Piemonte – che doveva ripianare i debiti accumulati con le guerre di aggressione definite “Risorgimento” – ha strangolato l’impresa privata, costringendo i meridionali all’emigrazione o ad una condizione di subalternità economica permanente. Sostanzialmente, la situazione oggi non è cambiata.

Il Sud è penalizzato dal cosiddetto “sistema Italia”. Pensiamo soltanto al gap infrastrutturale con l’area Nord dell’Italia, al blocco delle esportazioni verso la Russia, una voce significativa dell’Export meridionale, imposto dalle sanzioni dell’UE.

In quello che oggi si chiama Mezzogiorno le famiglie sono più vessate dal fisco, a causa delle pesanti addizionali imposte da Regioni e Comuni. Nel 2015, ben 8 città del Sud erano in testa alla classifica delle città italiane per ammontare delle tasse sulla famiglie.

Il Sud è l’unica delle 81 regioni dell’UE de-bancarizzata, cioè priva di una banca di dimensioni medio-grandi con direzione sul proprio territorio. Questo spiega perché l’accesso al credito è più oneroso per gli imprenditori meridionali e perché le banche che raccolgono il risparmio dei Meridionali lo investano quasi esclusivamente al Nord, restituendo alle nostre regioni soltanto le briciole.

La spesa dei Meridionali in prodotti di consumo è di circa 72 miliardi di euro (l’ammontare di due o tre leggi finanziarie) ma per il 90% circa ritorna al Nord – secondo una stima dell’economista ed ex ministro dell’Economia Paolo Savona – e fuoriesce dal circuito economico del Sud, creando un’economia da colonia.

GUARIRE DAL COMPLESSO DI INFERIORITÀ

È necessario un cambio di mentalità. Il Sud deve fare squadra e sistema con se stesso.

Dobbiamo recuperare la nostra identità anche in campo industriale, e guarire dal “complesso di inferiorità” che come consumatori ci spinge ad acquistare i marchi pubblicizzati del Nord o esteri, e come imprenditori ci costringe a pensare in piccolo in termini di concorrenza.

Dobbiamo recuperare e valorizzare la sapienza ed il valore delle nostre produzioni, delle tante eccellenze industriali del Sud e “fare rete” tra le imprese del Sud.

Lo abbiamo già fatto in passato e la nostra storia ci dice che il Sud ha energie, idee ed esperienza per uscire dal sottosviluppo e dalla condizione di subalternità economica e riprendere il cammino di uno sviluppo autopropulsivo.

Il Progetto CompraSud è un progetto-pilota, di orientamento del consumatore meridionale e delle imprese, che ricostruisce il filo spezzato della identità culturale tra produttori ed acquirenti e ricrea solidarietà.

IL SEGRETARIO DELL’ASSOCIAZIONE DUE SICILIE – Pasquale Zavaglia

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Briganti dell’Appia a Lenola

Moschitti#001

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