Invocazione a San Francesco di Paola

SANTO PATRONO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE.

Il prossimo 2 aprile è la festa di San Francesco di Paola, Patrono del Regno delle Due Sicilie, e alle ore 11.00, da Conversano, Don Luciano Rotolo celebrerà la SS. Messa a devozione del Santo per chiedere la sua intercessione per la nostra Terra e per il nostro Popolo, affinché ci preservi dal contagio e dai problemi ad esso collegati.

Per quanti vorranno unirsi spiritualmente da casa con il sacerdote, la SS. Messa sarà trasmessa in diretta sulla pagina facebook della Fondazione Francesco II.

Questo è l’indirizzo facebook:

 https://www.facebook.com/FondazioneFrancescosecondodelleDueSicilie/

Qui si trova l’evento in questione:

 https://www.facebook.com/events/23919337

 

 

 

 

 

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Lezioni di Lingua Napoletana

Brandi

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Gaeta 2020 – Raduno Identitario dei Popoli delle Due Sicilie

Gaeta 2020 Programma Ufficiale 1#001

Gaeta 2020 Programma Ufficiale 2#001

Gaeta 2020 Programma Ufficiale 3#001

Gaeta 2020 Programma Ufficiale 4#001

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Fanfara Borbonica – Bando audizioni

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Davide Brandi – Il Dono

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Martedì 21 gennaio 2020, alle ore 18,00, presso la Casina Pompeiana di Palazzo Venezia a Spaccanapoli, via Benedetto Croce n.19 – Napoli, sarà presentato l’ultimo libro di Davide Brandi (già autore di raccolte di poesie e del saggio Tombola Storica napulitana del 1734, nonché di numerose collaborazioni in altre pubblicazioni, oltre ad esser presidente dell’Associazione I Lazzari e tutor dei corsi di lingua napoletana).
Una raccolta di poesie molto intime che mostrano gli stati d’animo dell’autore, tra riflessioni filosofiche sull’esistenza sino all’esaltazione della malinconia e della solitudine come necessità vitale.
Con l’autore saranno presenti la professoressa Angela Procaccini, consulente del Sindaco di Napoli nonché Dirigente Scolastico del Nuovo Bianchi ed autrice, l’editore ERACLE nella persona di Antonio Baiano, Maria Concetta Dragonetto, poetessa, Rosa Mancini poetessa e l’artista Rino Napolitano (di Lazzari e Briganti) che allieterà la serata con alcuni brani tradizionali napoletani.
Per informazioni contattare Palazzo Venezia al numero 0815528739, oppure direttamente l’autore al numero 3318923006.

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Zezolla la Cenerentola napoletana

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Si afferma sempre più la “scuola” di lingua e cultura napoletana a Palazzo Venezia a Spaccanapoli, curata dall’associazione I Lazzari.
Dopo i corsi base di lingua (storia, fonetica, etimologia, grammatica), partono anche gli incontri di letteratura con approfondimenti sui maggiori (e non solo) autori e sulle loro opere.
Gli incontri del primo “corso” (quattro giornate cadenti ogni martedì a decorrere dal 28 gennaio 2020 e sino al 18 febbraio) saranno incentrati sulla lingua barocca del ‘600 ed in particolare sullo studio di alcune fiabe tratte da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, a cominciare proprio da quella Cenerentola napoletana (Zezolla), nata nel ‘600 a Giugliano e “rubata” nel corso dei secoli da altri autori stranieri.
Gli incontri, tenuti da Davide Brandi (presidente dell’associazione I Lazzari) saranno gratuiti (si farà solo l’aperitivo a 5 euro per ripagare in parte l’associazione di Palazzo Venezia che mette a disposizione sale e servizi) ed aperti a tutti ma a numero chiuso.
I prossimi corsi di lingua napoletana di base (sempre gratuiti), cominceranno invece entro la prima metà di marzo 2020.
Per prenotare basta telefonare all’Associazione I Lazzari al numero: 3318923006.

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Giuseppe Garibaldi – Orlando Fico

Garibaldi (copertina ante)

Garibaldi (copertina retro)#002

Garibaldi (copertina retro)#001

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In risposta al Prof. Pinto

           NON ESISTONO PIÙ LE QUESTIONI MERIDIONALI (DI UNA VOLTA), I BRIGANTI ERANO BORBONICI (MA ANCHE NO), I GIOVANI PARTONO (PORTIAMOLI DALLO PSICOLOGO).

Interessante intervista del prof. Carmine Pinto, pubblicata dal quotidiano “la Repubblica” – edizione di Bari – dell’8 gennaio 2020, sul suo libro dedicato al brigantaggio: diverse le contraddizioni significative e tipiche del mondo accademico in questi anni. Ne analizziamo qualcuna.

1) Come capita anche nel libro, Pinto sostiene una tesi e anche il suo contrario e così:
A) Il brigantaggio si lega a due “diverse ipotesi di società: quella unitaria e quella borbonica” ma, dopo due righe i briganti sono anche…
B) “figure sociali che da sempre esistevano nelle campagne del Sud e nelle altre società rurali”.
Tenendo da parte i giudizi sul solito silenzio sulle migliaia di meridionali massacrati, deportati o incarcerati (glissa anche nel libro su questo tema), com’è possibile (sul piano logico e non solo storiografico) ipotizzare che i briganti fossero “borbonici”, ma esistevano già prima che ci fosse il conflitto con gli “unitari” visto che quel conflitto nacque solo intorno al 1860?
Com’è possibile negare (ancora) che i briganti pre-unitari erano, per quantità di persone coinvolte, durata e mezzi in campo per sterminarli, una cosa del tutto diversa da quelli post-unitari? E il tutto per dimostrare la ormai debolissima tesi del consenso anche meridionale al progetto unitario?

2) La questione meridionale non è mai finita?
A) “Non so se possiamo usare queste parole riferibili ad altri momenti storici” ma…
B) “il Sud è periferia d’Europa e ha un sistema economico e produttivo fragile”.
In sintesi: Pinto sostiene sistematicamente (lo fece anche durante un bel confronto con il sottoscritto qualche anno fa) che la storia deve restare storia senza legami con il presente. Questa tesi, però, rischia di diventare una tesi vuota tanto è vero che a parole la sostiene (A) e nei fatti lui stesso la smentisce e conferma i legami inevitabili tra passato e presente (B).

3) Forse dall’alto delle loro tranquille cattedre o magari delle finestre delle loro ville a Posillipo o degli aerei magari utilizzati per viaggiare nel mondo, è difficile capire la disperazione di chi emigra (centinaia di migliaia di giovani in questi anni e molti laureati nelle università di Pinto e colleghi), ma la tesi di Pinto a proposito dell’emigrazione giovanile al Sud è davvero debole e forse pure un poco irritante. Per Pinto i meridionali emigrano perché “sono ostaggi di un autoracconto secondo il quale restare qui vuol dire non avere prospettive di futuro”. Non si tratta, allora, di un sistema “economico e produttivo fragile” (eppure lo dice lui dopo due righe), ma solo di un problema… psicologico! A questo punto invitiamo Pinto a provare ad iscriversi in qualche centro per il lavoro, a richiedere un prestito bancario per avviare un’azienda o ad inviare 2-300 curriculum alle aziende del Sud e a vedere quali e quante risposte riceverà e, nell’attesa, rendersi conto che si è costretti a vivere in famiglia senza avere possibilità di realizzare un proprio progetto familiare o si è costretti a partire…

4) Pinto è davvero convinto che per risolvere la questione meridionale non servano economisti (consapevoli e fieri) ma… gli psicologi? Per Pinto davvero l’autonomia differenziata del Nord va contrastata con “gruppi politici capaci di restituire al Sud fiducia in se stesso” senza fare una “politica di rivendicazione”?
Quindi se il Nord chiede più soldi e se il Nord in questi anni (in linea con quanto accaduto più o meno dal 1860) ha sottratto al Sud oltre 61 miliardi di euro all’anno (dati-Ragioneria Centrale dello Stato) non dobbiamo rivendicare nulla, ma sorridere e pensare, magari dopo un’oretta di meditazione Zen, che “ce la possiamo fare”?
In sintesi, allora, noi continuiamo a stimare Pinto (che abbiamo incontrato spesso con reciproca cordialità), ma in questa breve intervista ci sono alcuni dei motivi per i quali le accademie sono sempre più distanti dalla realtà e le tesi “alternative” (magari neoborboniche) ottengono successi crescenti nonostante i numerosi tentativi di Pinto&colleghi di demonizzarle o di sminuirle…
Gennaro De Crescenzo

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Raduno Storico Identitario a Gaeta – febbraio 2020

A Gaeta - Programma parziale 1#001

A Gaeta - Programma parziale 2#001

A Gaeta - Programma parziale 3#001

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LA Coccarda Rossa – Romanzo storico

La coccarda Rossa Romanzo

Lo vedeva ogni giorno, sempre allo stesso posto e alla stessa ora, era sicuro di averlo già visto ma non ricordava né dove, né quando. Quella tiepida mattina di metà ottobre, passando davanti al solito locale di fronte a Saint Germain des Prés, Rocco decise di avvicinarsi. Quel signore dai modi eleganti è Francesco II di Borbone. Esule a Parigi, lontano dalla sua Napoli e dal suo stesso nome: per tutti ormai è il Duca di Castro. Ma un giovane aspirante scrittore, arrivato da poco in città, lo riconosce nello sguardo di quell’uomo anziano e fiero. Lo aveva visto tanti anni prima a Napoli, quando era bambino, e non lo aveva mai scordato. Il racconto del Re sugli anni che seguirono l’invasione piemontese non ha per protagonisti i grandi nomi della storia ma quelli di giovani coraggiosi, pronti a sacrificare tutto e combattere ancora per la propria patria. La coccarda rossa era il segno di riconoscimento che portavano all’occhiello. Erano briganti o eroi? Un romanzo storico che ripercorre le vicende di grandi uomini nell’Italia postunitaria.
Autore
Mauro Mercuri

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