Santa Messa delle Bandiere

Il giorno 8 dicembre, Festa dell’Immacolata Concezione, nostra Madre Celeste e Protettrice Speciale della Patria delle Due Sicilie, sarà celebrata a Bitonto la Santa Messa, durante la quale sarà benedetta la grande Bandiera che, a febbraio 2022, sarà donata al Convegno di Gaeta dalla Fondazione Francesco II delle Due Sicilie, per essere issata sul pennone della “Batteria Favorita” con gli onori militari.

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In punta di baionetta – Giuseppe Gangemi

 

È USCITO UN NUOVO LIBRO-VERITÀ SU FENESTRELLE E SUI MASSACRI DEL RISORGIMENTO.
Il prof. Giuseppe GANGEMI è l’autore di un eccezionale lavoro di ricerca e ricostruzione storica, per le edizioni Rubbettino, dal titolo “IN PUNTA DI BAIONETTA. 1860-1870: LE VITTIME MILITARI DELLA GUERRA MERIDIONALE NASCOSTE NELL’ARCHIVIO DI STATO DI TORINO”.
Dopo anni di appassionate e complesse ricerche archivistiche, il prof. Gangemi, già ordinario dell’Università di Padova e titolare di un insegnamento più che mai prezioso come quello di Metodologia della Ricerca, porta a termine in maniera INOPPUGNABILE le questioni e le polemiche relative alla storia dei Soldati dell’Esercito delle Due Sicilie, deportati e lasciati morire di stenti e di freddo a 2000 metri di altezza, rivelando lacune ed errori dei libri finora pubblicati dai risorgimentalisti e confermando l’esistenza di migliaia di vittime. Una risposta scientifica alle divagazioni negazioniste del prof. Alessandro Barbero e degli altri noti accademici e giornalisti che rende giustizia alle giovani vittime di un vero sterminio operato con sistematicità nel Forte San Carlo di Fenestrelle.

ACQUISTATE IL LIBRO NELLE VOSTRE LIBRERIE E ONLINE.
Ogni libro acquistato è un tassello importante nella ricostruzione della sempre più necessaria ricostruzione della verità storica.
Altre verità ancora aspettano di essere portate alla luce su quella vergogna che fu il campo di sterminio di Fenestrelle, altri inediti indizi conducono i ricercatori come il Prof. Gangemi sulle tracce di documenti importanti occultati magistralmente dai detentori della mitologia risorgimentale.
Questo recente non facile lavoro, apre una nuova pista che va ulteriormente esplorata ed approfondita e tutti noi abbiamo il dovere di sostenere questa ricerca della verità.

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La lingua Napoletana è parlata nel mondo

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Francesco II di Borbone – Causa di beatificazione

 

IL VESCOVO DI NAPOLI, MONS. BATTAGLIA, INVIA IL SUO ASSENSO AL POSTULATORE DELLA CAUSA DI CANONIZZAZIONE DEL “SERVO DI DIO FRANCESCO II DI BORBONE”. L’Arcivescovo di Napoli, Mons. Battaglia, qualche giorno fa ha dato il suo assenso alla nomina del Rev. Sac. Antonio Salvatore Paone a “postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Francesco II di Borbone, Re delle Due Sicilie” (Napoli 26/6/21). Questo il testo della nota ufficiale inviata alla Fondazione Francesco II delle Due Sicilie alla quale va il nostro ringraziamento per il lavoro prezioso, continuo e proficuo che sta portando avanti. Continua così il percorso verso la santità dell’ultimo re della dinastia borbonica e noi tutti, consapevoli di ciò che fece nella sua vita terrena, ricercatori o amanti della verità storica, siamo felici e fieri per questa notizia bella e importante.
MOVIMENTO NEOBORBONICO

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Il Ferro dei Borbone – Conferenza

Sabato 3 luglio 2021 preso l’Istituto Comprensivo Statale di Fabrizia (Vibo Valentia), per iniziativa del Comune, della Delegazione della Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dell’Associazione Due Sicilie e della Fondazione Il Giglio, si svolgerà il convegno dal titolo: “Fabrizia e la lavorazione del ferro in età borbonica”.
Il convegno, giunto alla sua quarta edizione e che ha per tema generale “Le miniere, il ferro e l’industria del Sud”, vedrà le relazioni del Prof. Danilo Franco, dell’Associazione Calabrese di Archeologia Industriale, e della Prof.ssa Carmela Maria Spadaro dell’Università Federico II di Napoli.
Saranno presenti stand con i prodotti di imprese associate al Progetto CompraSud e sarà attivo un punto informativo per il pubblico e per le imprese.

 

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Fra’ Diavolo in VideoConferenza

250 ANNI DI FRA DIAVOLO (DIMENTICATO) EROE MERIDIONALE (MENTRE QUALCUNO CELEBRA ANCORA NAPOLEONE). Michele Pezza detto Fra Diavolo nacque ad Itri il 7 aprile 1771 esattamente 250 anni fa.
Domenica 11 aprile, ore 18.30, convegno in ricordo di Fra Diavolo.
Michele Pezza fu un vero eroe ed è stato per troppo tempo dimenticato dalla storiografia ufficiale impegnata, al contrario, nella celebrazione di Napoleone e delle invasioni francesi (oltre 100.000 morti solo nel Regno di Napoli). In Francia e anche in Italia in questi giorni sono numerosi gli eventi per il bicentenario della morte dell’imperatore senza considerare i massacri e i saccheggi realizzati anche e soprattutto nel Sud dell’Italia.
Proprio durante quegli eventi, Michele Pezza, alias Fra Diavolo, si distinse nella difesa del Regno di Napoli sia nel 1799 che nel 1806 e, dopo la nomina a colonnello da parte di Ferdinando IV di Borbone, una volta arrestato preferì la morte al tradimento dei suoi ideali diventando famoso in tutto il mondo grazie ad opere musicali, teatrali e cinematografiche.
Per questi motivi il Movimento Neoborbonico, Terraurunca, Fondazione Il Giglio e Comitati Due Sicilie, hanno organizzato un evento online con Alessandro Romano, Daniele Iadicicco, Fiore Marro, Gennaro De Crescenzo, Carmela Maria Spadaro (Università Federico II) ONLINE sulla pagina FB del Movimento Neoborbonico (condividete la diretta sui vostri profili e gruppi).

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Oggi del 1771 nacque Fra’ Diavolo

 

Oggi sono 250 anni dalla nascita del primo grande guerrigliero dell’era moderna Michele Pezza detto Fra’ Diavolo da Itri. Un personaggio che, nonostante l’avversità ideologica e politica, è sempre emerso con prepotenza dall’oblio, con grande imbarazzo dei cattedratici e dei prezzolati manipolatori della storia, per le sue eccezionali doti di combattente e per l’indiscussa coerenza e fedeltà ai propri ideali. Rifiutò gradi ed onori offertigli dai francesi che aveva combattuto fino alla fine, per non tradire la parola data al suo re, vicenda che lo elevò e tuttora lo esalta in contrapposizione a chi lo verrebbe ridotto alla stregua di un comune bandito.
Un eccezionale brigante, il primo vero brigante della nostra tormentata storia, un combattente per la Patria le cui gesta furono studiate ed imitate da numerosi altri importanti guerriglieri della storia moderna come Che Guevara.

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Buona Pasqua

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Ma quale Unità !

IL 17 MARZO È IL GIORNO CHE SEGNA LA MORTE DEL VERO IDEALE DI UNITÀ NAZIONALE ASSASSINATO DAL SAVOIA SU ORDINE DELL’INGHILTERRA

QUESTA È L’ITALIA FRUTTO DI ANNESSIONI MANU MILITARI ALLA DATA DEL 17 MARZO DEL 1861.

DI CHE FESTA DELL’UNITÀ PARLANO se mancano ancora grosse fette di territorio da conquistate, annettere e sottomettere al piccolo Piemonte?
Il nostro pensiero sull’intera vicenda risorgimentale è quello di Vincenzo Gioberti:
“ Supporre che l’Italia, divisa com’è da secoli, possa pacificamente ridursi sotto il potere di uno solo, è demenza; il desiderare che ciò si faccia per vie violente, è delitto, e non può non nascere se non nell’animo di coloro, che guastano la politica, anteponendola alla morale, e disonorano la Patria, separandone gli interessi e i diritti dalla mansuetudine e dalla giustizia”.

A SCUOLA NON CI HANNO MAI RACCONTATO che il vero progetto per l’unificazione era ben diverso, soprattutto che era fondato sul rispetto delle autonomie, delle lingue e della cultura. Non vi era traccia di prevaricazioni né di sopraffazioni politiche o economiche: ogni Stato italico avrebbe portato il suo contributo in cultura ed economia.
Ma per l’Inghilterra la nascita di una vera Nazione Italiana, da lei svincolata, nel cuore del “suo” Mediterraneo era una grande minaccia per i suoi diffusi e radicati interessi economici.
E così che il piccolo Piemonte fu incaricato dalla massoneria inglese di impedire il progetto italico di vera unità nella pace e nella concordia e di conquistare con la forza delle armi gli stati italici, imponendo loro un Governo conforme alle strategie inglesi. Fu una “malaunità” di cui oggi ne raccogliamo i peggiori frutti.

Affermò Fëdor Michailovic Dostoevski:
“ È sorto un piccolo regno unito di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, cedendola al più logoro principio borghese, un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour! “.

Chi crede nella verità, nella giustizia e nella concordia il 17 marzo non ha proprio niente da festeggiare, perché è una data che rappresenta la morte di un Ideale, la morte di una nazione uccisa ancor prima di nascere.

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Rappresaglia Italiana

Dopo 23 anni, in occasione dell’anniversario dei 160 anni dall’eccidio, esce in una nuova edizione rivisitata, con l’editore Marotta&Cafiero e nella collana ‘O Pappice diretta da Pino Aprile, il libro che tra i primi raccontò quanto accadde a Pontelandolfo e Casalduni il 14 agosto 1861.
Il testo è stato rivisto, l’introduzione è completamente nuova e fa il punto su negazionismi e studi che, dall’uscita della prima edizione 23 anni fa, si sono succeduti.

14 agosto 1861. Una banda di briganti uccide 41 soldati del neonato esercito italiano. 400 bersaglieri vengono inviati a Pontelandolfo e Casalduni dagli alti comandi. È una strage, una rappresaglia italiana. Un eccidio dell’Italia post-unitaria.
Gigi Di Fiore, attraverso la storia di due giovani, ricostruisce la violenza sul paese e sui suoi abitanti. Un libro a cavallo fra il romanzo e la ricostruzione storica, che racconta una delle pagine più sanguinose del Risorgimento. Un volume necessario che solo il talento narrativo di Gigi Di Fiore poteva regalarci.
Gigi Di Fiore è una delle firme più autorevoli de Il Mattino, ha pubblicato oltre 20 libri. Esperto di camorra, di storia del Mezzogiorno e revisionismo del Risorgimento. Vincitore del Premio Saint Vincent per il giornalismo e del Premio Dorso per il Mezzogiorno. È cittadino onorario di Pontelandolfo.

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