
.

.

Nel gennaio del 1861, mentre la fortezza di Gaeta resisteva ancora all’assedio sabaudo, si mise in moto un tentativo di riconquista borbonica degli Abruzzi. A capeggiare quella spedizione, dopo tanti tentennamenti, fu designato Francesco Saverio Luverà, un ufficiale del Regio Esercito Napoletano. Iniziato sotto i migliori auspici con la conquista di Tagliacozzo strappata ai piemontesi, quel tentativo finì per naufragare, come del resto era accaduto qualche mese prima al colonnello Klitsche de la Grange, per errori clamorosi di strategia, per la cronica carenza di uomini e di mezzi e, soprattutto, per la confusione e le lacerazioni intestine che minavano l’entourage del re Francesco II. Dopo una quarantina di giorni, caratterizzati da alcuni episodi assai controversi e molto poco indagati (la mattanza di Scurcola, i fatti di Collalto e i misfatti di Carsoli), alla fine di febbraio di quello stesso anno, quel che rimaneva del contingente napoletano lasciò gli Abruzzi e si ritirò in territorio papalino. Un’altra occasione di riscatto era stata sprecata mentre si avvicinava a grandi passi la nascita del Regno d’Italia.

L’11 novembre del 1806 veniva ucciso dai giacobini a Piazza Mercato in Napoli, l’ufficiale borbonico Michele Pezza, detto Frà Diavolo, che nonostante i ripetuti inviti a passare nell’esercito nemico dell’invasone francese, scelse la morte invece del tradimento di un Ideale, della Patria e del Re.
Un esempio vero di come si difende l’Identità, la Fede ed il Popolo in una società, quella attuale, dove l’interesse personale, la maldicenza, il laicismo, la corruzione politica e la prevaricazione sono motivi di carriera e di orgoglio invece che di vergogna e condanna.
La nostra amata Terra non avrà mai giustizia se non verranno presi quale esempio uomini del calibro di Michele Pezza.
A questo grande della nostra Storia vanno il ricordo e le preghiere nel giorno della sua tragica, ma eroica fine.


È arrivato il CALENDARIO 2026 delle ECCELLENZE NAPOLETANE e MERIDIONALI!*
Un viaggio tra i primati, le arti ei sapori che hanno reso grande il Sud nel mondo.
Dalla musica alla sartoria, dalla pizza al presepe: 12 mesi per ricordare chi siamo e da dove veniamo.
Prevendita speciale fino al 29 ottobre!
Solo 12,50 € invece di 14,90 €
Spedizioni da novembre su tutto il territorio nazionale
Formato 32×44 cm – 13 fogli su carta patinata 170 gr con spirale metallica.
Un calendario da regalare, collezionare, vivere.
Napoli e il Sud: eccellenze senza tempo
Acquistalo ora su https://www.bottega2sicilie.eu/…/calendario-eccellenze…/

“Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”, di Plinio Corrêa de Oliveira, è un libro che fornisce le categorie per comprendere la crisi dell’uomo occidentale e cristiano e, insieme, gli elementi di teoria dell’azione per affrontarla. Non è un libro da leggere ma da praticare, un libro capace di orientare la vita.
Il testo
Le numerose edizioni, nelle principali lingue, hanno formato centinaia di militanti contro-rivoluzionari, dal Brasile all’Europa e al resto del mondo, nella battaglia delle idee contro la Rivoluzione, il processo disgregativo dell’ordine naturale e sociale, in atto da oltre cinque secoli, attraverso le sue espressioni storiche: il Protestantesimo, la Rivoluzione Francese, il Marxismo e i totalitarismi comunisti. La quarta tappa del processo rivoluzionario è quella che il mondo, in particolare quello occidentale, sta attraversando in questo inizio di millennio, con la dissoluzione in interiore homine e con la “liquefazione” dei rapporti, familiari e sociali, e delle relazioni storiche e culturali.
Il prof. Plinio Corrêa de Oliveira previde anche una quinta tappa della Rivoluzione, che agirà direttamente nella sfera spirituale degli uomini, e ne parlò in incontri rivolti ai militanti dell’associazione Tradizione Famiglia e Proprietà, da lui fondata. Anche se non fece in tempo a scriverne prima della sua scomparsa, avvenuta nel 1995, sono rimaste le registrazioni di quelle conversazioni.
L’Editoriale Il Giglio pubblica la nuova edizione italiana di “Rivoluzione e Contro-Rivoluzione”, nella traduzione originale di Guido Vignelli, autore anche della Premessa al libro. L’edizione è arricchita da un saggio di Julio Loredo sulla “quinta rivoluzione”, basato sulle conversazioni del dott. Plinio Corrêa de Oliveira con i militanti dell’associazione Tradizione Famiglia e Proprietà.
L’autore
Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) è stato un grande pensatore e politico cattolico del secolo scorso. Nato a San Paolo, di famiglia nobile, studiò in un liceo dei Gesuiti.
A 24 anni fu eletto, per la Lega elettorale cattolica, all’assemblea Costituente, come deputato più giovane e più votato del Brasile. Docente di Storia moderna e contemporanea all’Università cattolica di San Paolo, presidente dell’Azione cattolica paulista, direttore del più diffuso settimanale cattolico brasiliano, O Legionário, fu poi tra i fondatori del mensile Catolicismo.
Ha scritto oltre 20 saggi di dottrina religiosa e politica tradotti nelle principali lingue con grandi tirature, ma la sua attività intellettuale non è mai stata disgiunta dall’azione.
Nel 1960, fondò la TFP (Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà), che oggi ha una presenza organizzata nei cinque continenti e svolge un ruolo importante nella formazione di militanti cattolici e di orientamento dell’opinione pubblica.
Il brano scelto
L’iniziativa contro-rivoluzionaria.
Di fronte alla Rivoluzione e alla Contro-Rivoluzione non vi sono neutrali. Certamente possono esservi non militanti, ma la cui volontà o le cui velleità, consapevolmente o no, sono in uno dei due campi. Infatti, per rivoluzionari intendiamo non solo i partigiani integrali e dichiarati della Rivoluzione, ma anche i “semi-contro-rivoluzionari”.
Come abbiamo visto, la Rivoluzione ha progredito solo a patto di occultare il suo volto totale, il suo vero spirito, i suoi fini ultimi.
Il mezzo più efficace per confutarla di fronte ai rivoluzionari consiste nel mostrarla tutta intera, sia nel suo spirito e nelle grandi linee della sua azione, sia in ciascuna delle sue manifestazioni o manovre apparentemente inoffensive e insignificanti. Dunque, strapparle la maschera significa sferrarle il più duro dei colpi. Per questa ragione, lo sforzo contro-rivoluzionario deve dedicarsi a questo compito con il massimo impegno.
In secondo luogo, è chiaro che le altre risorse di una buona dialettica sono indispensabili al successo di un’azione contro-rivoluzionaria.
A nostro avviso, la lotta contro la Rivoluzione si svolge convenientemente soltanto legando tra loro persone radicalmente e completamente esenti dal suo virus.
|
| PRENOTA LA TUA COPIA SCONTATA |

Cava de’ Tirreni – Sabato 25 ottobre 2025, alle ore 19:00, la Sala Convegni del Complesso Monumentale di San Giovanni accoglierà un importante appuntamento dedicato alla storia militare e culturale del Regno di Napoli tra XV e XVI secolo.
L’incontro, intitolato “Giovanni Battista Castaldo e Carlo V – I condottieri italiani al tempo dell’Imperatore”, offrirà un approfondito viaggio nella figura di Giovanni Battista Castaldo, protagonista dell’epopea militare italiana al servizio di Carlo V, e più in generale nel mondo degli uomini d’arme e dei condottieri che segnarono un’epoca di grandi trasformazioni politiche ed economiche in Europa.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Servalli e del presidente dei Pistonieri Sabato Bisogno, prenderanno la parola due illustri studiosi:
il prof. Alessio Russo, docente di Storia Medievale all’Università degli Studi di Napoli Federico II, con l’intervento “Uomini d’arme e condottieri nel Regno di Napoli tra XV e XVI secolo”;
il prof. Gianluca Cicco, storico, giornalista e membro del Centro Studi per la Storia di Cava de’ Tirreni, con la relazione “Dal borgo di Cesinola alla corte dell’imperatore Carlo V: l’epopea militare di Giovanni Battista Castaldo”.
A moderare l’incontro sarà Antonio Di Martino.
L’evento, organizzato dai Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo APS ETS, si inserisce nel progetto degli Itinerari europei dell’Imperatore Carlo V, certificati dal Consiglio d’Europa, e rappresenta un’occasione per riscoprire le radici storiche di un territorio che, attraverso i secoli, ha mantenuto viva la memoria del proprio passato.