Antonio Grano se n'è andato




Continua l’inesorabile stillicidio dei nostri Uomini di prima linea. Questa volta ad andarsene in punta di piedi è Antonio, un uomo di grande cultura che non ha mia voluto smettere di imparare e di donare. Fin dalle prime battute della Rete è stato al nostro fianco collaborando attivamente con la Redazione Esterna scrivendo, correggendo, suggerendo e sempre pronto a sostenere economicamente i nostri sforzi finanziari nonostante la sua modesta pensione.
Nato a Cosenza, a venti anni si era trasferito a Napoli per frequentare l’Università e laurearsi in Sociologia. Tuttavia i suoi interessi storici prevalsero sempre su ogni altra passione: dalla politica di Papa Celestino V alla tematica marxista, dalla canzone napoletana alle pratiche esorciste, per arrivare a dei veri e propri vademecum meridionalisti, in un totale di 27 volumi scientificamente ineccepibili. 
Oltre ad essere uno dei più attivi componenti l’associazione “Amici della Calabria” in Molise, tanto da meritare il “Premio Calabria 2009”, era un neoborbonico convinto.
Negli ultimi tempi lo sentivo triste, scoraggiato, un giorno mi confidò che avrebbe tanto voluto “credere in un Dio” perché, oramai, non credeva più negli uomini.
Stroncato da un infarto, se n’è andato a 76 anni tra le braccia misericordiose di quel Dio, fonte dei suoi dubbi, da uomo giusto ed onesto, mentre era immerso nei suoi infiniti studi nella casa-eremo nei pressi del castello medievale di Macchia di Isernia, in piena valle del Volturno, dove si era ritirato.
Con Antonio Grano perdiamo un supporto culturale ed umano insostituibile.
Il nostro dolore si unisce a quello di sua figlia Valentina.

Cap. Alessandro Romano



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